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CFT Zona Canavesana: provare per credere! 

Scritto il 27 febbraio 2018


Ogni volta é sempre la stessa storia : c’è un lasso di tempo nella vita di uno scout che ci accomuna tutti ed è il PREpartenza per un qualsiasi evento .

Tira fuori lo zaino, ricordati che fine ha fatto il sacco a pelo dopo l’ultima uscita, pensa a dove hai ficcato gli scarponi quella volta che sei tornato da quell’uscita di strada, ma soprattutto la pila che è sempre stata nella tasca in alto dello zaino, perché alla fine non è mai dove dovrebbe stare? Insomma, tutta una serie di sensazioni stressanti che sembrano voler predire un catastrofico risultato. Negli però anni sono riuscita a comprendere la bellezza del ricredersi sempre, basta mettere lo zaino in spalla e tutto cambia prospettiva!
CFT: misteriosa sigla che incute timore, che cosa andrò a fare realmente? Cosa mi devo aspettare?

È bastato salire sul treno verso Mathi per sentire quella sigla un po’ meno lontana, è bastato incrociare gli sguardi dei miei compagni d’avventura per capire che ci stava aspettando qualcosa di molto grande.

Sono stati quattro giorni intensissimi, ricchi di confronti, dibattiti stimolanti, domande (e quante domande!) e dubbi, ma arrivati a questo punto fare una summa di quello che abbiamo potuto vivere e sperimentare durante i quattro giorni di campo sarebbe banale ed anche un po’ riduttivo, per questo mi vorrei piuttosto soffermare su quello che mi porto a casa e per essere concisa lo farò attraverso un elenco delle TOPFIVE cose che metto nello zaino :
1. L’idea che al centro di tutto ci deve essere una cosa soltanto: l’amore incondizionato verso i ragazzi che ci sono stati affidati.
2. La valenza educativa del dubbio, la bellezza di mettersi in discussione, di lasciarsi “smontare” e di ricostruirsi con la consapevolezza che non si è mai soli e che solo insieme si può andare lontano.
3. La volontà di PERDERMI per qualcuno o per qualcosa, di spendere il mio tempo per qualcuno e l’importanza del dare per dare, senza aspettarsi nulla in cambio.
4. La sfida di creare occasioni per esaltare i talenti di ogni ragazzo e di affiancarlo in un percorso che lo renda un uomo o una donna felice , consapevole ed in grado di compiere scelte .
5. I sorrisi, le risate, le domande, i sogni di tutti i miei compagni di avventura che hanno saputo arricchirmi con grande naturalezza durante questo percorso e l’appoggio di un meraviglioso staff (ebbene sì, ho anche imparato che il termine “staff” è maschile!) che si è rivelato guida essenziale, grande esempio di chi si sa perdere per qualcuno.

Giulia, Cuorgnè