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L’uomo non è il suo errore

Posted on 28 Gennaio 2018


Per questa prima parte dell’anno, il nostro Clan ha pensato di concentrare le proprie attenzione sul sistema carceri e sulle dinamiche a questo correlate, trasformando questo suo interesse nel nuovo capitolo.

Non volendo perdere un’occasione simile, abbiamo sfruttato la Route Invernale per approfondire l’argomento, che è stato il filo conduttore di questi 3 giorni. Il 27 Dicembre abbiamo cominciato l’avventura vendendo bulbi di tulipano in giro per Rivarolo, per aiutare due membri del nostro Clan a raccogliere i fondi necessari a partecipare alla Roverway, che si terrà in estate in Olanda. Il tempo freddo e le poche persone disponibili non hanno aiutato e, con uno scarso bottino, siamo rientrati in sede prima del previsto, dove ci attendeva il nostro ospite, che si occupa di progetti di recupero nelle carceri, con cui siamo stati in grado di conoscere qual è la situazione dei penitenziari in Italia. Verso sera ci siamo spostati a Torino dove siamo stati ospitati per la notte nella sede del To48. La mattina del secondo giorno, dopo esserci assicurati di non avere scorpioni trasferitisi dalla sede nei nostri zaini, abbiamo avuto il tempo di mangiare, giocare e divertirci, per poi sportarci, durante il freddo pomeriggio, nell’ancor più freddo ex carcere “Le Nuove” per una toccante visita alla struttura e alle storie che racchiude.

L’ultimo giorno è forse stato quello più significativo. Siamo stati accolti nella struttura “CEC” di Piasco, un centro che, con l’aiuto di volontari ex pregiudicati, cerca di aiutare e reinserire nella società alcuni dei detenuti più volenterosi di riscattarsi. Durante le poche ore della mattinata e del pomeriggio abbiamo avuto l’occasione di conoscere gli ospiti e le loro storie e di aiutarli nelle loro faccende quotidiane, dal loro lavoro in magazzino, imballando prodotti alimentari, alle pulizie di casa.

La sera, in attesa del nostro mezzo per tornare a Torino, non curanti dell’autostazione affollata, abbiamo dato prova del nostro essere scout cantando, forse un po’ timidi e imbarazzati, ma sempre col sorriso sulle labbra.

Arrivati in città, a ritmo di fanfara e aiutati dalla provvidenza, siamo riusciti a prendere letteralmente al volo tutte le nostre coincidenze, dalla metro al treno, riuscendo a raggiungere casa sani, salvi e felici per le intense esperienze vissute insieme.

Stefano, ClanDestino, Rivarolo