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Cibo, vino, compagnia e discernimento, cosa vuoi di più?

Scritto il 27 marzo 2018


Route della CoCa dell’Ivrea

All’inizio di quest’anno scout, i piani alti dell’AGESCI avevano proposto una route di Co.Ca dal 16 a 18 marzo, per riflettere sul tema del discernimento, come stile da adottare nell’educazione dei nostri ragazzi. Pertanto, spinti dalle provocazioni del nazionale, abbiamo deciso di recarci a Bose per confrontarci con persone più esperte in materia.

Sfortunatamente il tempo non è stato clemente con noi, e abbiamo dovuto camminare sotto la pioggia fin dalla partenza da Ivrea, ma una volta arrivati a Bose, abbiam potuto godere della tanto rinomata ospitalità della comunità monastica oltre Serra. Nel pomeriggio di sabato abbiamo fatto un primo incontro con sorella Antonella e con molte altre comunità capi che, come la nostra, avevano scelto il monastero come meta della loro route. Antonella ci ha raccontato la sua esperienza personale e le gioie e i problemi legati al vivere in comunità, facendo risaltare tematiche interessanti che si possono riscontrare anche nelle dinamiche di comunità capi. Dopo la preghiera serale abbiamo cenato per conto nostro, per passare un momento di confronto interno all nostra Co.Ca e riflettere su quanto scritto nel patto associativo.

Domenica mattina abbiamo incontrato frate Luciano, il quale ci ha parlato dell’agognato discernimento. In questa sorta di lezione frontale, con tanto di lavagna e schemi, abbiamo avuto modo di comprendere innanzi tutto il significato del termine, per poi calarlo nella nostra esperienza scout e nell’assioma dell’educazione che proponiamo. Ciò che è emerso principalmente è che discernere significa semplicemente saper pensare con chiarezza, e il modo migliore con cui possiamo applicare questo concetto alla nostra vita è provando ad agire come farebbe Gesù. Ovviamente nessuno di noi ha la presunzione di essere il nuovo Messia, ma ci si può sempre interrogare sul suo operato, e chiedersi come si sarebbe mosso nelle situazioni che ci ritroviamo ad affrontare. Roba facile, no?

Dopo la messa ed un pranzo delizioso assieme ai monaci, abbiamo incontrando frate Marco a porte chiuse, per porgli alcuni dubbi personali emersi dalle riflessioni fatte la sera prima, e parlargli della sempre maggiore difficoltà che riscontriamo nel voler passare una proposta di fede cattolica. Sono sempre di più i lupetti che entrano in branco non battezzati, alcuni vanno a messa per la prima volta durante le nostre attività, e per molti dei nostri ragazzi lo scautismo è l’unica occasione di affacciarsi ad una vita di fede, poiché molte famiglie non spingono più su questo tipo di educazione. Pertanto, diventa ancora più importante la figura del capo come esempio di vita cristiana e di una Co.Ca. ben coesa nell’agire secondo il Vangelo.